Brevetti d'invenzione in Ticino

Brevetti d'invenzione: aiuto alla protezione in Ticino

In Ticino già si fa molto per l’aiuto all’imprenditorialità, all’innovazione e alla ricerca. È sufficiente? Si può fare qualcosa di più anche per mantenere, fidelizzare o attrarre nuovi cervelli e talenti?

Nell’epoca della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale, degli algoritmi, della FinTech e delle biotecnologie, laddove l’idea creativa, il guizzo di genio in quanto beni immateriali, intellettuali sono all’origine di tutto quanto poi, ma solo poi, potrà diventare azienda, business e quindi posti di lavoro, gettito fiscale e via discorrendo, l’aiuto ed eventualmente un primo finanziamento (non forzatamente a fondo perso) alla tempestiva e corretta protezione delle invenzioni tramite il deposito federale e internazionale dei relativi brevetti appare tanto di fondamentale importanza quanto talvolta sottovalutato e misconosciuto nelle sua complessità da parte dei nuovi Albert Einstein o Steve Jobs.

La Legge per l'innovazione economica attuale stimola e sostiene, con aiuti mirati, la competitività e la capacità d’innovazione di aziende private orientate all’esportazione, con grande potenzialità di crescita e che generano rilevanti ricadute economiche. L’aiuto va però ad aziende e come detto prima dell’azienda vi è l’idea innovativa della persona fisica che, a determinate condizioni di brevettabilità, va tutelata prima che, come la storia insegna, qualcun altro la faccia propria senza pagare o riconoscere un becco di un quattrino all’inventore.

La legge consente al Cantone, per rafforzare il tessuto economico cantonale, di intraprendere misure di marketing territoriale sistematiche e mirate; di rafforzare il coordinamento e le sinergie delle leggi settoriali quale elemento centrale di una più ampia politica dell’innovazione, nell’ottica dell’ottimizzazione del sistema regionale d’innovazione.

Le misure previste favoriscono lo sviluppo di progetti imprenditoriali innovativi - industriali e del terziario avanzato -, in particolare di nuovi prodotti o tecnologie. Tra le misure possibili vi sono: la creazione e lo sviluppo di nuove aziende; la crescita e il consolidamento di aziende esistenti; i processi di trasmissione aziendale; l’attrazione di aziende provenienti dall’estero. L’art. 7 della Linn prevede che investimenti di natura prevalentemente immateriale possono essere incentivati con contributi a fondo perso, per: a) acquistare servizi di consulenza legati all’innovazione e allo sviluppo del progetto aziendale; b) sostenere costi di attività di ricerca e sviluppo, prototipazione e validazione di nuovi prodotti; c) coprire i costi di preparazione e partecipazione a programmi di ricerca applicata nazionali o internazionali; d) finanziare costi di formazione e riqualifica del personale.

Una panoramica sulle attività a sostegno dell’innovazione in Canton Ticino è presentata sul sito www.ti.ch/portale-impresa.

Nell’applicazione della legge, l’Ufficio del promovimento economico si avvale poi della collaborazione degli esperti della Commissione consultiva, della Fondazione AGIRE e della Cooperativa di fideiussione CFSud. Vi sono poi altri partner quali ad esempio le Agenzie regionali di sviluppo che forniscono, nelle aree di loro competenza, informazioni sulla disponibilità di immobili e terreni per lo sviluppo di attività esistenti o per l’insediamento di nuove attività. Con i fondi di promovimento regionale (FPR), queste Agenzie mettono a disposizione fondi per il sostegno di microprogetti e progetti di autoimprenditorialità.

Vi è poi fondounimpresa.ch che offre supporto, tramite l’assegnazione di un consulente personale, a chi ha un’attività in proprio o a chi sta pianificando di aprirne una, aiutando nel percorso di realizzazione del progetto imprenditoriale. Il coaching si rivolge a chi sta pianificando la sua impresa e aiuta nello studio di fattibilità del progetto, focalizza i punti critici e fornisce strumenti utili per risolvere eventuali situazioni problematiche. La consulenza è dedicata invece a chi ha già una sua attività in proprio e risponde a domande puntuali, che possono sorgere durante l'attività imprenditoriale. Infine, fondounimpresa.ch offre moduli di formazione per auto-imprenditori dedicati ai diversi temi della gestione e della strategia aziendale (business plan, contabilità, marketing, nozioni giuridiche per indipendenti).

Da tutto questo - che lo si sottolinea è già un impianto strategico rilevante messo in atto dal DFE negli anni – pare che la maggior parte delle misure e degli aiuti vadano verso tutto ciò che serve dopo che l’idea geniale è nata e deve iniziare in qualche modo a circolare, col rischio appunto che vada “rubata” o comprata, magari da qualche multinazionale, a basso prezzo.

Vero è che si intravvedono misure di coaching personale a chi sta pianificando di creare una azienda - la consulenza invece viene fornita solo a chi l’impresa l’ha già creata – ed incentivi a fondo perso per acquistare servizi di consulenza legati all’innovazione e allo sviluppo del progetto aziendale. Ma forse manca appunto l’aiuto iniziale alla protezione dell’invenzione.

In questa ottica, mi permetto chiedere al Consiglio di Stato se:

  1. Condivide l’idea e l’opportunità di dover sostenere sin da subito i nostri inventori nel processo di protezione tramite brevetti d’invenzione davanti alle competenti istanze nazionali ed internazionali?
  2. Ritiene sufficiente l’attuale messa a disposizione di incentivi per pagarsi servizi di consulenza (legali e/o tecnici), risp. di coaching, personali oppure intravvede l’opportunità di creare un piccolo centro cantonale di competenza per l’aiuto alla brevettabilità delle invenzioni?
  3. In caso affermativo, intende promuovere una conseguente modifica della Linn? 

Matteo Quadranti, deputato PLR