La sicurezza (digitale)

Pattugliare la rete è una necessità!

 

Per gli addetti ai lavori il concetto è chiaro: reati come quelli legati alla pedocriminalità, al furto d’identità per l’accesso ai dati, allo “stalking” (atteggiamenti che affliggono un’altra persona) o al “grooming” (costruire un legame emotivo con un bambino ai fini di un abuso sessuale o di sfruttamento) passano sempre di più attraverso la rete e quindi vanno combattuti solamente con una strategia nazionale.  Il tema deve essere affrontato diversamente da quanto fatto finora e in particolare dovrà essere migliorato sensibilmente lo scambio delle informazioni con l’intento di proteggere meglio tutto il territorio elvetico dai reati informatici.

Mi hanno colpito le recenti affermazioni del procuratore generale della Confederazione Michael Lauber che pone una domanda fondamentale: quanto sappiamo di questo tipo di criminalità Per l’alto magistrato il nostro insieme di conoscenze è al momento alquanto rudimentale e ribadisce poi che l’attuale struttura federale del perseguimento penale sta raggiungendo i propri limiti. È assolutamente necessario, dice sempre Lauber, trovare nuovi metodi per affrontare le attuali sfide nell’ambito dei reati informatici, tra cui vi sono il ritmo galoppante con cui avanzano le tecnologie a fronte della carenza delle nostre risorse. Ben vengano quindi le recenti proposte del nostro Consiglio di Stato di assegnare nuove competenze alla Polizia cantonale come ad esempio la possibilità di mettere in atto inchieste mascherate preventive o l’autorizzazione a “pattugliare la rete” per prevenire reati legati alla cybercriminalità e non solo.

Giorgio Galusero, granconsigliere PLR