La mobilità

Mobilità è libertà, le proposte del PLRT

 

Il Comitato cantonale di ieri sera a Mendrisio è stata l'occasione per presentare i contenuti del documento del PLRT "Mobilità è libertà". Un progetto fortemente voluto dal presidente Bixio Caprara che sin da subito ha spinto affinché il Partito si occupasse anche di questo tema.

Ieri sera abbiamo dunque chiuso un percorso iniziato proprio nel Mendrisiotto. Nell'aprile 2017 abbiamo infatti incontrato i nostri rappresentanti negli esecutivi e nei legislativi comunali del Mendrisiotto, raccogliendo le loro opinioni sui temi caldi che interessano la regione. Uno tra tanti la mobilità.

Quando pensiamo o parliamo di mobilità tendiamo però spesso a focalizzare la nostra attenzione solo al traffico che interessa le nostre strade e ai problemi ad esso legati, dimenticandoci di tutte quelle forme di mobilità che in un modo o nell'altro ci interessano quotidianamente e che concorrono a garantire la nostra libertà. Penso in particolare, oltre alla mobilità delle persone, alla mobilità delle merci e dei dati.

"Mobilità è libertà" è dunque il motto con cui il Partito liberale radicale ha affrontato il tema. Un concetto semplice che declina il tema della mobilità ad uno dei valori cardine del nostro Partito: la libertà. Libertà che concorre poi ad aumentare il benessere e la qualità di vita di tutti noi. È infatti ampiamente dimostrato che la libertà di spostarsi, di muovere merci e di trasmettere dati in maniera veloce e senza ostacoli favorisce la prosperità economica e sociale di un paese.

Basti pensare alle perdite milionarie per l'economia Svizzera causate dagli ingorghi stradali oppure dalla lentezza delle connessioni per la trasmissione di dati.

È però chiaro che l'assoluta e ideale libertà di movimento può compromettere, se non addirittura pregiudicare, la prospettata qualità di vita. Penso in particolar modo all'inquinamento atmosferico, di cui il nostro Cantone è ostaggio per prolungati periodi.

L'approccio che l'Ufficio presidenziale ha adottato per condurre questo progetto è stato quello del coinvolgimento. Infatti, se c'è qualcosa di cui il nostro Partito dispone in abbondanza, sono le competenze. All'interno del PLR possiamo infatti contare su personalità estremamente competenti nei più svariati ambiti professionali, tra cui la mobilità. Sull'arco di un anno abbiamo dunque incontrato moltissime persone che ci hanno fornito interessanti spunti di riflessione sul tema. Tra tutti posso citare la nostra associazione d'area ALRA, sempre molto vicina ai temi legati alla mobilità e all'ambiente, diversi ricercatori della SUPSI, anch'essi molto impegnati su questo fronte. Ma anche personalità che semplicemente hanno voluto condividere con noi le loro opinioni al riguardo.

Questo grande lavoro di ascolto ci ha permesso innanzitutto di riconoscere e identificare le criticità, trattarle, posizionandosi e individuando delle possibili proposte su più livelli.

La sintesi delle proposte è poi stata condivisa ulteriormente in un gruppo di lavoro che ha potuto formulare le proprie osservazioni al progetto permettendoci di raccogliere la condivisione di diverse misure che vi presenterò da queste colonne nelle prossime settimane.

Sebastiano Gaffuri, vicepresidente PLRT e granconsigliere

 

Bisognerà muoversi in modo diverso

 

Anche quando si parla di un tema ampio come quello della mobilità, in politica è necessario avere visioni a lungo termine e trovare misure da applicare nell’immediato futuro. Da un lato, se non hai delle visioni, è inutile fare politica, dall’altro, specie in una regione come il Mendrisiotto, servono risposte urgenti. Per quanto concerne le visioni, il progetto più concreto è certamente quello legato al completamento di AlpTransit. Una soluzione che permetterebbe di sgravare una rete Tilo oggi sovraccarica, permettendo di creare una sorta di metropolitana nella regione. Con più fermate a disposizione e convogli in circolazione con maggiore frequenza. Sarebbe un grosso vantaggio, anche considerando la rete transfrontaliera. Completando AlpTransit, si potrebbe anche puntare sull’interramento di tratte ferroviarie e dell’autostrada, sulla base di quanto realizzato in altre zone della Svizzera. Le misure puntuali, invece, passano certamente da un potenziamento della mobilità lenta per dare maggiore sicurezza agli attori “deboli” del traffico. Ad esempio con corsie separate e protette verso le zone sensibili come le scuole. Ci sono troppe mamme col Suv? Ma voi vi fidereste a mandare i figli a scuola in bicicletta, oggi? Al Mendrisiotto, infine, servono tariffe dei mezzi pubblici urbani più accessibili. Come esistono a Lugano, Bellinzona e Locarno.

Samuele Cavadini, candidato sindaco a Mendrisio