L'energia

Valorizzare il nostro “oro blu"

Le sfide con cui è confrontato il mercato dell’energia elettrica sono numerose e tra queste una sta particolarmente a cuore a un Cantone alpino come il nostro: la valorizzazione della produzione di energia rinnovabile indigena e, in particolare, dell’idroelettrico locale quale pilastro della politica energetica.  In questo discorso s’inseriscono i canoni d’acqua, ossia una giusta retribuzione in cambio dell’utilizzo, sul lungo termine, del cosiddetto “oro blu” per produrre pregiata energia elettrica da fonte rinnovabile. I Cantoni alpini – di cui sono stato rieletto Presidente per un nuovo mandato – si sono battuti fermamente contro una loro riduzione ingiustificata. Quest’attività di sensibilizzazione ha contribuito alla recente decisione del Consiglio federale di proporre al Parlamento di mantenere, fino al 2024, l’attuale aliquota massima del canone anno per i diritti d’acqua a 110 franchi al kilowatt lordo. Questa decisione è oggettivamente e politicamente corretta, in quanto si riconosce che la distorsione del mercato elettrico non è da ricondurre ai canoni d’acqua, bensì a diversi altri fattori, da noi non controllabili, e che vanno trovate delle soluzioni nei giusti ambiti. È stata inoltre motivo di sollievo per il Ticino, poiché i canoni d’acqua, valendo circa 55 milioni di franchi (di cui circa 16.5 vanno ai Comuni secondo la perequazione finanziaria), rappresentano un’importante fonte di introito cantonale e comunale In conclusione, sostenere la forza idrica significa anche mantenere gli impianti di produzione idroelettrica, che ricordo sono situati principalmente nelle regioni periferiche, salvaguardando posti di lavoro preziosi, a beneficio del valore aggiunto del settore e dell’economia cantonale. 

Christian Vitta, Consigliere di Stato