Per una piattaforma di governo partecipativa

 

Per una piattaforma di governo partecipativa

Mozione di Matteo Quadranti

Il sintomo più evidente del logoramento delle attuali forme di democrazia è il calo di fiducia dei cittadini a livello globale. Le ragioni posso essere la crisi economica che ha aumentato il divario sociale, la classe politica percepita come una casta, tensioni a livello di sicurezza e migrazioni, aspetti dovuti alle tecnologie.

l numero degli aderenti alla Open Government Partnership (Ogp) lanciata da Obama nel 2011 è il doppio di quello dell’Ocse con 70 stati nazionali e 15 governi locali. Il progetto venne lanciato per favorire lo sviluppo di modelli di governo più trasparenti e aperti partendo dalla costatazione che in un mondo digitale, il voto è solo uno dei modi con i quali i cittadini possono partecipare al governo della cosa pubblica.

Il 5 febbraio 2018 si è tenuto a Milano il primo “European Open Government Leaders’ Forum”: un confronto strutturato sulla partecipazione pubblica e la trasparenza, l’innovazione e il governo aperto. In quell’occasione sono stati presentati 20 progetti internazionali che si possono visionare al sito http://open.gov.it/gallery-european-opengov-leaders-forum/ (in allegato ne abbiamo estrapolati in immagine solo alcuni). Gli obiettivi di è programmi come questi possono essere di varia natura:

  • co-creazione di soluzioni: ad es. per la riforma delle pensioni (progetto estone), la gestione del bilancio della città di Parigi;
  • deliberazioni in profondità (deep deliberation): ad es. il progetto “Decide Madrid”, una piattaforma per decidere come spendere 100 milioni di euro del bilancio annuale, o la “Brexit citizen Assembly” che ha raccolto elettori che avevano espresso posizioni diverse sulla brexit per farli confrotnare sulle soluzioni da adottare;
  • inclusione: ad es. il programma portoghese “Empatia” che mira a sviluppare metodologie e software free e open source per i processi di ricerca di metodi e best practices di partecipazione inclusiva.

Germania e Finlandia sembrano essere all’avanguardia in questi ambiti.

Il vantaggio di piattaforme come queste potrebbe essere che invece di una cittadinanza disinteressata, disinformata su ciò che sia fattibile e cosa no e perché, si potrebbe avere una cittadinanza più partecipativa e consapevole di dover portare soluzioni quantomeno ragionate se non addirittura praticabili piuttosto che proclami e messaggi. Il cittadino informato potrà essere ascoltato, ovviamente se propositivo, invece che essere sfiduciato e quindi a rimorchio di discorsi da bar, social networks o proclami di movimenti e partiti.

In considerazione di quanto sopra, approfonditi semmai i modelli e le strategie partecipative adottate in altre realtà, si chiede al Consiglio di Stato di valutare ed elaborare una piattaforma di “open gov” se del caso partendo con un progetto pilota e mirato.

Matteo Quadranti

Deputato PLR