Fiscalità più attrattiva? Un buon primo passo!

Fiscalità ticinese più attrattiva: un primo passo

Bene, anche se...

Alessandra Gianella, responsabile di economiesuisse per la Svizzera italiana

Sulla scia del buon risultato cantonale ottenuto il 12 febbraio scorso, nonostante la bocciatura a livello nazionale, quando il Canton Ticino insieme ad altri tre Cantoni hanno approvato la riforma III delle imprese, il governo ticinese ha deciso di anticipare i tempi presentando un pacchetto di misure complementari di natura fiscale e sociale (come già fatto dal Canton Vaud). Il nostro sistema fiscale svizzero deve essere adattato al più presto e le imprese attendono già da troppo tempo di conoscere le nuove regole del gioco, proprio perché l’incertezza è nociva per gli investimenti e la pianificazione futura. In questo senso il messaggio del governo è da salutare positivamente, si tratta della prima di tre tappe che da subito presenta delle misure che intervengono in modo equilibrato nell’interesse di tutti: aziende, contribuenti e famiglie. Grazie a questo pacchetto il cantone Ticino potrà rinnovare il quadro normativo tributario rafforzando allo stesso tempo il sostegno alle famiglie. Il pacchetto sociale presenta diverse misure interessanti, ho però qualche dubbio in merito all’assegno parentale: 3’500 franchi erogati alle famiglie con un reddito lordo non superiore ai 140’000 franchi e una sostanza di 400’000 per un costo totale di 6,9 milioni all’anno. A mio avviso si tratta di un aiuto a pioggia, penso sarebbe meglio usare questi soldi finanziati dalle imprese per misure più mirate e rendere davvero possibile alle donne il rientro al lavoro. Tra le necessità principali delle famiglie troviamo infatti la flessibilità degli orari di lavoro, il lavoro a tempo parziale e l’accesso a strutture di custodia (asili nido, centri extrascolastici,…).

Stefano Modenini, direttore AITI

La riforma fiscale presentata dal Consiglio di Stato combina riforme scali e misure sociali. Per quanto concerne le prima si tratta di un primo passo importante nella giusta direzione per migliorare la competitività fiscale del cantone Ticino e cercare di trattenere i buoni contribuenti. Sarà tuttavia necessario che il parlamento s’impegni già sin d’ora a ridurre l’aliquota sugli utili delle persone giuridiche e che ciò avvenga con una tabella di marcia più rapida di quella che viene ipotizzata. Per quanto concerne le misure sociali ci troviamo invece di fronte a buone intenzioni ma non sempre lo strumento scelto appare il più adatto ad aiutare le famiglie che hanno figli e soprattutto a conciliare lavoro e famiglia. Da questo punto di vista l’assegno parentale, concesso per il primo anno di vita per ogni nuovo nato fino a un reddito lordo medio-alto del nucleo familiare e che dovrebbe ammontare a 3’500 franchi, appare come uno strumento a pioggia dunque poco mirato. Quantomeno se ne dovrebbe vincolare la concessione a un utilizzo effettivo per fare fronte alle spese derivanti dal nascituro. Osiamo sperare che il Gran Consiglio corregga questa proposta veramente poco fondata.

Luca Albertoni, direttore Cc-TI

La riforma fiscale presentata dal Consiglio di Stato merita di essere approfondita, anche se non ci siamo ancora determinati in modo definitivo. È chiaro che ci aspettavamo qualcosa di più incisivo, ma è anche vero che dovrebbe trattarsi di una prima tappa di un percorso più ampio di riforma dell’intero sistema fiscale, per cui è giusto tenere conto di questo aspetto. Penso in particolare alle aliquote dell’imposizione dell’utile delle aziende, che verosimilmente verrà affrontato nel contesto dell’applicazione della riforma federale 2017. Nel progetto presentato, gli interventi sull’imposizione della sostanza e l’introduzione del computo parziale dell’imposta sull’utile nell’imposta sul capitale sono ad esempio strumenti interessanti per rendere il Ticino più competitivo. Quanto alle misure sociali che accompagnano quelle fiscali, stiamo approfondendo per capire se quanto proposto risulta essere sostenibile finanziariamente e al contempo efficace ai fini di un aiuto sociale mirato.