La mobilità

Una soluzione concertata coi privati per Lugano Airport

Sull’attuale situazione del dibattito politico riguardo l’Aereoporto di Lugano-Agno è necessaria una riflessione. La faccio quindi a titolo personale, portando due punti concreti al tavolo delle discussioni, nell’intento di offrire un contributo per uscire da questa fase di stallo critica. A fronte dell’attuale situazione minata da molte incertezze, richiedere un’adesione incondizionata della politica ad investimenti importanti nell’aeroporto è operazione molto audace. Partendo da maggiori certezze su alcuni punti fondamentali, il dibattito per la creazione del necessario consenso politico ne gioverebbe certamente.

1)      L’ aeroporto è importante per la regione, l’economia, i cittadini, professionisti che devono poter viaggiare comodamente, soprattutto verso Ginevra, dove il collegamento ferroviario non rappresenta un’alternativa. Lugano Airport - sul modello di quanto già avviene a San Gallo - potrebbe proporre una soluzione concertata con privati e associazioni di categoria (AITI, CC-TI, ABT, albergatori, ristoratori, ecc.) per operare direttamente il volo su Ginevra evitando di dipendere dalle compagnie aeree che scontano logiche commerciali legate al settore delicato dell’aviazione e che spesso sono figlie di decisioni prese molto lontano, persino non in Svizzera (vedi Swiss/Lufthansa o Ethiad/Darwin). Il costo verrebbe sopportato congiuntamente e quindi le perdite di esercizio generate sarebbero condivise da chi ha un interesse al mantenimento della tratta. Le trattative con i privati con interessi legati all’attività aereoportuale devono uscire dalla dinamica conflittuale. Un sostegno allo scenario proposto apre la porta a reciproche concessioni, che se equilibrate sono nell’interesse di tutti.

 

2)      Il Cantone deve finalmente confermare che vuole fare la sua parte, sostenendo concretamente lo scalo nelle sue attività per quanto riguarda almeno il collegamento su Ginevra, di fondamentale importanza. Agendo in questo modo il Cantone stesso mitigherebbe anche il concreto rischio di ritrovarsi con nuovi ostacoli politici che metterebbero in dubbio il futuro dell’aeroporto.

Michele Bertini, vicesindaco di Lugano