Lo Sport? Un investimento, non un costo.

Lo Sport richiede la volontà del fare

di Alessandro Cedraschi, deputato PLR in Gran Consiglio

Uscite infelici e stizzite non fanno bene e dispiace se arrivano da colui che dovrebbe essere il nostro paladino in ambito sportivo. A volte mi chiedo se il direttore del DECS abbia a cuore lo sviluppo delle attività sportive nel nostro Cantone o pensi che sia giusto rimanere al Medio Evo con attrezzature sportive datate anni 50 e in alcuni casi non conformi all’evoluzione dello sport in genere. Mi chiedo perché le critiche di Manuele Bertoli nei confronti della petizione del PLR contro la demolizione della piscina del Liceo 1 di Lugano, o le prese di posizione atte a salvaguardare o incentivare l’edificazione di «case» per lo sport debbano essere prese come ripicche politiche e non immaginare che si voglia unicamente migliorare, e far comprendere a coloro che non comprendono. Mi sembra che si stiano mischiando diversi interessi (scuola, sport, edilizia scolastiche e per lo sport d’élite, eccetera) a discapito di coloro che oggi fanno uso delle installazioni per ogni attività sportiva.

Ritengo che la parola sport non debba essere un riempitivo dei discorsi elettorali. In passato abbiamo mancato di lungimiranza e ci siamo arenati in pantani derivanti da momenti storici o di precedenze di investimenti, o da opportunità politiche. Adesso il vaso è colmo, bisogna agire, mettendoci la volontà del fare che è la prerogativa per la riuscita di ogni progetto. Adesso lo sport ha bisogno di adeguarsi ai tempi in quanto ha preso una connotazione che mira, in diverse discipline, al raggiungimento del professionismo, ed è per questo che oggi si deve dare la possibilità a futuri atleti di punta e alla popolazione in genere di continuare ad usufruire degli spazi esistenti in attesa di poter usufruire di spazi nuovi. Purtroppo non si vuole capire e ammettere che oggi lo sport è un traino anche a livello economico tanto che si può calcolare un indotto di 80/90 milioni di franchi, e si desidera continuare con una politica «fantozziana» dopolavoristica, ben espressa dai film del comico italiano. In questa maniera si allontano i giovani e gli atleti in genere da un’attività agonistica vista come mezzo di lavoro ma anche mortificando coloro che vorrebbero avvicinarsi o praticare uno sport in ambienti degni.

Il popolo sportivo del Ticino ha l’intelligenza sufficiente per guardarsi attorno e vedere che a pochi chilometri di distanza si pensa allo sport in altra maniera, mentre da noi si continua, pur lavorando sui temi, a tirare l’asino per la coda. Lo sport è un veicolo per il benessere che comprende aggregazione, salute, svago, cultura e promovimento economico, per questo motivo deve godere di maggiore considerazione. Penso che l’onorevole Bertoli non abbia la giusta sensibilità per decidere sullo sviluppo dello sport in Ticino e di conseguenza delle installazioni necessarie, motivo per cui rilancio l’idea di scorporare lo sport dal DECS.

Ci accaloriamo su discussioni per dare al Ticino una casa del cinema, per concentrare la cultura in spazi adeguati, per lo sport invece si cincischia e si vogliono smantellare strutture esistenti: non va bene!

Ribadisco un no chiaro alla chiusura della piscina del Liceo di Lugano, allo smantellamento del Palabasket di Bellinzona, allo smantellamento di infrastrutture sportive se prima non si è fatto il necessario per sostituirle. Nel caso in cui i fatti siano differenti, invece di inalberarsi e inoltrare strali all’indirizzo di altre persone o entità politiche, è meglio spiegare le situazioni createsi così si potrebbero magari evitare reazioni... a meno che chi critica abbia ragione.