Salario minimo

Salario minimo equo, sostenibile e ponderato

Christian Vitta, consigliere di Stato e direttore del Dipartimento finanze ed economia

Nel mese di giugno del 2015, con il 54.7% dei voti favorevoli, il popolo ticinese ha accettato l’iniziativa popolare “Salviamo il lavoro in Ticino”, che chiedeva l’introduzione nella Costituzione cantonale di un salario minimo differenziato. Il messaggio elaborato dal Governo ha tenuto conto della volontà popolare, dei lavori del gruppo strategico e della recente sentenza del Tribunale federale (TF) sul caso del Canton Neuchâtel, configurandosi pertanto come una soluzione che posso definire equa, sostenibile e ponderata.

Equa perché prevede una differenziazione nell’ambito di una forchetta limitata tra una soglia inferiore di 18.75 franchi all’ora e una superiore di 19.25, rispettando quindi anche la condizione posta dal TF secondo cui un salario minimo deve fondarsi su parametri di natura sociale per non ledere il principio della libertà economica.

Sostenibile, poi, poiché tiene conto della realtà in cui saranno applicati questi minimi salariali e quindi dell’impatto che avranno sul nostro mercato del lavoro. In questo ambito è di fondamentale importanza il ruolo accresciuto che si intende attribuire all’Ufficio cantonale di conciliazione (UCC), che è pronto da subito a fornire un contributo concreto per incentivare il partenariato sociale, favorendo la conclusione di contratti collettivi di lavoro nei casi in cui le parti non riescano ad avvicinarsi. Il rafforzamento dell’UCC permette alle parti sociali di accrescere il loro ruolo di responsabilità, contribuendo, attraverso un approccio basato sul dialogo, alla definizione delle condizioni lavorative, soprattutto nei settori più in difficoltà.

La proposta del Governo è inoltre ponderata, poiché rispecchia in modo equilibrato i parametri di differenziazione scaturiti dalla votazione popolare e quelli evidenziati nella sentenza del TF.

L’auspicio, ora, è che si riescano a trovare le giuste convergenze attorno alla nuova Legge, così da poter giungere in tempi brevi all’applicazione del testo costituzionale. Ciò permetterà di fare un importante passo nella direzione di garantire condizioni lavorative adeguate nei diversi settori economici, a beneficio del nostro mercato del lavoro.